Mortalita’ record in Umbria per la droga

morto_per_overdoseIn Umbria i casi di morte per intossicazione acuta da droghe sono superiori alla media nazionale ed è in aumento il trend dei consumi di eroina, con il numero più alto dei decessi per overdose: sono questi i dati epidemiologici più significativi riferiti al 2012 sui consumi delle sostanze stupefacenti nella regione, resi noti stamani a Perugia, alla facoltà di medicina e chirurgia, durante la presentazione del Piano di azione nazionale antidroga.

Per i casi mortali (21 nel 2012) di intossicazione acuta da stupefacenti (decessi per 100.000 residenti), l’Umbria registra un tasso di mortalità del 3,8 e quindi il più alto rispetto alle altre regioni italiane, con una media nazionale pari ad uno e un totale nazionale di 390 decessi nel 2012.

Inoltre, confrontando il numero dei decessi tra maschi e femmine, il tasso più alto è quello dei primi (pari a 7,3 ogni 100.000 residenti), mentre erano 3.083 nel 2012 i tossicodipendenti in trattamento.

In particolare, i consumi di eroina su Perugia rimangono stabili, mentre per la città di Terni lo studio evidenzia un forte incremento dei consumi rispetto al 2011. Per Terni, su base di 1.000 abitanti, nel 2011 sono state rilevate 3,3 dosi al giorno, mentre nel 2012 sono 6,2 le dosi giornaliere.

Per i consumi di cocaina, rilevati mediante lo studio Acqua Drugs, nella città di Perugia viene registrato un decremento (5,2 dosi al giorno nel 2011 contro 3,2 dosi nel 2012), mentre a Terni si osserva un leggero incremento (2,6 dosi contro 3,2).

Infine, relativamente alla cannabis nelle 17 città italiane analizzate si osservano consumi inferiori alla media e un generale decremento nel 2012 rispetto al 2011, con Perugia che registra un più marcato consumo della sostanza (24 dosi al giorno contro le 16,7 del 2011).

Secondo i dati presentati, per quanto riguarda invece le malattie infettive con fonte il ministero della Salute, in Umbria la prevalenza riscontrata di persone tossicodipendenti sieropositive per HIV è dell’ 1,8 per cento, considerando però che l’86,4 per cento di tossicodipendenti afferenti ai servizi sanitari regionali non vengono esaminati per tale infezione.

Inoltre, la prevalenza di quelli positivi all’epatite B è del 20,9 per cento (il 61,2 per cento degli utenti non testato per questa infezione), mentre per il virus dell’epatite C emerge una prevalenza del 48,6 per cento (un no testing anche qui si è riscontrato per circa il 66,4 per cento dei casi).

In merito alle nuove sostanze psicoattive (“le droghe tradizionali – ha detto Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga – sono ormai soppiantate da una serie di droghe sintetiche potenti e molto tossiche”), nel 2013 il Laboratorio di analisi sostanze stupefacenti dei Carabinieri di Perugia ha segnalato, tra l’altro, la presenza di metossietamina in materiale sequestrato ad un consumatore che l’aveva assunto per via endovenosa; il sequestro di circa 60 foglietti di carta assorbente, sui quali è stata riscontrata la presenza della molecola Doc (4-cloro-2,5-dimetossiamfetamina); la presenza delle molecole orfenadrina e quetiapina in reperti posti sotto sequestro.

Per i casi clinici, infine, il Laboratorio di tossicologia forense, sezione di Medicina Legale dell’Università di Perugia, ha segnalato un caso di intossicazione acuta in seguito all’assunzione di metossietamina associata ad alcool etilico.

Osservatoriodroga.it

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