Governo Prodi: non si placano le polemiche per il “Caso Ronconi”

Primalinea_segioUna mozione di sfiducia individuale contro il ministro per la Solidarieta’ sociale, Paolo Ferrero, e’ stata presentata al Senato, ai primi di febbraio, da tutto il centrodestra, primi firmatari i capigruppo Schifani, Matteoli, D’Onofrio, Castelli e Cutrufo.

“Il 5 dicembre 2006 il ministro Ferrero ha nominato – si legge nella mozione – l’ex brigatista rossa e fondatrice di Prima Linea, Susanna Ronconi, membro della Consulta Nazionale delle tossicodipendenze. La Ronconi e’ stata condannata, oltre che per altri reati, a 12 anni di reclusione per gli efferati omicidi di Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci, avvenuti a Padova nella sede del Msi di via Zabarella, il 17 giugno 1974.”

“Giova ricordare – si sottolinea nel testo – che la Ronconi non ha, contrariamente a quanto afferma il ministro, compiutamente pagato il proprio debito morale verso la societa’ e, in particolare, verso i familiari delle vittime Mazzola e Giralucci, non avendo mai non solo espresso sincero pentimento ma concorso, seppur simbolicamente, al pagamento dei danni e delle spese processuali come prevede la sentenza di condanna definitiva”.

“La Ronconi, inoltre – si fa notare – per la condanna a concorso in duplice omicidio, e’ stata anche interdetta in modo perpetuo dai pubblici uffici. E considerato che alcuni familiari dei Caduti di Padova stanno predisponendo una proposta di legge da sottoporre al vaglio del Parlamento per impedire a chi si e’ macchiato di efferati delitti di entrare in qualita’ di consulente o altro titolo nelle Istituzioni, si esprime sfiducia al ministro Paolo Ferrero e lo impegna a rassegnare le dimissioni”.

Alla difesa del ministro Ferrero, per il quale la polemica non ha ragion d’essere perché per l’incarico istituzionale, la Ronconi non percepisce alcun emolumento, ha replicato l’ex ministro Maurizio Gasparri: “Per quanto il ministro Ferrero tenti di spiegare ruolo e luogo in cui opera la ex brigatista Ronconi, il fatto rimane. Questa maggioranza, questo governo, ricicla personaggi che rappresentano un pessimo esempio.

La presenza di un ex terrorista in ambiti istituzionali e’ comunque una vergogna, a qualsiasi titolo essa sia chiamata ad operare”.

“Nel caso della Consulta degli esperti in materia di tossicodipendenza, poi – insiste il parlamentare dell’opposizione – il governo ha preferito emarginare operatori laici e cattolici, facendo entrare la Ronconi, sol perche’ non si sono piegati alla linea “piu’ droga per tutti”, dando al paese tutt’altro messaggio.

E’ proprio sicuro il ministro Ferrero- si chiede a questo punto Gasparri- che certe forme di “riabilitazione” non costituiscano piuttosto un precedente al quale altri fanatici si potranno un domani appigliare?”.

“Forse – conclude il deputato di An – quello cui stiamo assistendo in queste ore sul fronte del terrorismo interno dovrebbe fargli trarre conclusioni diverse e piu’ sagge”.

La montante indignazione non è certo patrimonio solo delle forze del centro destra, prova ne è la mozione bipartisan approvata alla Provincia di Padova, luogo dell’eccidio del 1974, dove una mozione unitaria votata praticamente all’unanimità dal Consiglio Provinciale ha espresso “netta contrarietà nei confronti della decisione del ministro Ferrero e invita il Governo a revocare immediatamente l’incarico affidato a Susanna Ronconi”. (Osservatoriodroga.it)

Commenti terminati

Cannabis Medica

Storia Droga

Accedi | Disegnato da Gabfire themes